PRONTO E SPALMATO E ..

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giovedì 19 giugno 2014

La Zeolite lo spazzino che ripristina la salute

I metalli pesanti notoriamente tossici sono intorno a noi, gli inceneritori rilasciano metalli pesanti nell’aria che noi respiriamo, il cibo è contaminato da essi, come anche le falde acquifere.
Ma quali sono i metalli pesanti? Facciamo degli esempi per meglio comprendere quanto siano presenti nella nostra vita quotidiana.
Il mercurio presente nei fertilizzanti, nei termometri, nelle lampadine, è uno dei metalli pesanti più riscontrato ogni giorno nelle nostre vite, la sua tossicità colpisce  il più delle volte il fegato, il midollo osseo e il sistema nervoso centrale.
Il piombo presente nel vasellame, stoviglie nelle tubature degli acquedotti, e talvolta illecitamente posto all’interno di vino scadente per renderlo bevibile, questo metallo colpisce i globuli rossi e i reni oltre ad altri organi.
Il nichel è una sostanza comune, le monete, i ganci del reggiseno la bigiotteria, e molti altri oggetti lo contengono, la maggior parte degli individui sviluppano un’allergia al nichel, ma pochi sanno che gli effetti più gravi dell’esposizione al nichel  possono essere bronchite cronica o addirittura cancro al polmone. Si Tumore, l’Agenzia Internazionale della ricerca sul cancro ha stabilito che è cancerogeno.
Come evitare i danni dei metalli pesanti?Eliminandoli dal nostro organismo, ma come fare dato che da solo non è in grado di espellerli?
L’aiuto ci viene dalla natura.
Dall’incontro della lava incandescente e l’acqua di mare nasce un minerale le cui notevoli proprietà sono ricosciute: La Zeolite dal greco “zein” bollire e “lithos” pietra.
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Il minerale chiamato Zeolite utilizzato per la sua capacità di mantenere la salute e di ristabilirla in caso di malattia, è un minerale la cui struttura chimica consente di neutralizzare i radicali liberi e le tossine.
In Giappone la zeolite è stata utilizzata per curare le vittime delle radiazioni di Hiroshima e Nagasaki, e, nel 1986 a Chernobyl tonnellate di zeolite furono usate per bonificare il terreno e salvaguardare lo stato di salute dei bambini.
Si pensi che le radiazioni come i metalli pesanti influiscono già sulla salute del feto percui è opportuno di tanto in tanto disintossicare l’organismo.
La Zeolite è un ottimo minerale e vasto è il suo impiego: legando con i metalli riesce ad espellerli, diminuisce l’acido lattico percui può essere di supporto agli atleti, è di supporto ai soggetti in trattamento con chemioterapici e radioterapia, per via esterna aiuta la cicatrizzazione rigenerando i tessuti.
Nel suo passaggio il minerale non rimuove solo i metalli pesanti, ma agisce con positività anche su sostanze chimiche presenti nel cibo e nei medicinali, agisce su virus, infezioni e tossine fermentative date da una alimentazione scorretta.
Come assumerlo?
La zeolite si trova in commercio in compresse e bisogna assumerne 3 compresse al giorno mezzora prima dei pasti principali e prima di andare a dormire, lo si puo’ trovare anche in polvere  in questo caso bisogna metterne 3 cucchiaini (non di metallo) in un bicchiere d’acqua e far riposare per alcune ore, poi bisogna bere solo l’acqua e non la posa, con la posa restante facciamo le successive diluizioni per l’assunzione nell’arco della giornata.
Esiste in commercio anche la zeolite attivata in questo caso bisogna metterne un cucchiaino in un bicchiere d’acqua e si puo’ bere direttamente.
Per attivazione si intende in genere l’applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico a un materiale perché possa aumentare con facilità la sua capacità di reazione.
Il prof. Hecht di Berlino ha verificato, inoltre, come l’associazione della polvere di zeolite alla Spirulina abbia un benefico effetto sul trattamento delle allergie ai pollini dopo una trattamento continuato di 40 giorni.
La Zeolite lo spazzino ecologico amico della nostra salute!

Unghie fragili: viaggio fra antiche ricette di bellezza…

unghie_fragiliI farmacisti, gli erboristi quotidianamente affrontano molte problematiche, spesso si trovano ad aver a che fare con problemi che affliggono l’universo femminile: le antiestetiche unghie fragili da sempre sono uno di essi. Esistono estratti e prodotti di origine vegetale che ci danno la possibilità di avere una risposta positiva per rinforzare le unghie e qui di seguito riportiamo la descrizione e le istruzioni affinché ognuno possa  seguirle  per ottenere ottimi ed insperati risultati in poche mosse.
Le unghie, come i capelli e la pelle, riflettono lo stato di salute generale, per mantenerle sane e forti bisognerebbe evitare, specie per noi donne, solventi e mani in acqua a lungo o sempre a contatto con detersivi. Le unghie fragili possono essere un problema banale oppure possono sottintendere una carenza organica da non sottovalutare, potrebbe trattarsi di una carenza di ferro, o di una disfunzione alla tiroide, o riflette problemi renali o circolatori, per questo è sempre bene vagliare ed esaminare il proprio caso ricorrendo anche al proprio medico curante che valuterà con esami specifici la situazione. Qualora si trattasse di malnutrizione prescriverà, se opportuno, degli integratori che concorrono a rinforzarle andando a integrare la cheratina, ossia la costituente proteica di cui le unghie sono fatte, utili in tal proposito alcuni minerali come il calcio, lo zinco e il silice. Inoltre, spesso si raccomanda l’integrazione di Vitamine A, B, D, E e  di biotina che risulta essere utilissima per inspessirle.
Curare l’alimentazione rappresenta un aspetto importante per mantenere le nostre unghie sane e forti. Utile, infatti, l’assunzione di alimenti che contengono principi attivi che salvaguardino la salute della cheratina come cereali nei quali troviamo il Silicio, la cipolla per lo Zolfo, oppure di  latticini, legumi, uova, pesce, germe di grano e riso integrale che aiutano la produzione di cheratina. Nello specifico, possiamo assumerla nelle gelatine pure oppure la troviamo nella carne in scatola, nelle zuppe e nelle salse dove è presente come addensante. Dovremmo includere nella dieta carne, pesce, latte, uova, frutta secca e legumi; essendo questi alimenti ricchi di ferro, ci aiuteranno ad avere unghie resistenti. Per introdurre lo zinco, uno dei principali componenti nella sintesi della cheratina, possiamo includerlo nella nostra dieta mangiando noci, legumi, ostriche, vongole, acciughe, tonno, funghi, uova o latte di soia.
Qualora questo inestetismo  non sia riconducibile ad una carenza o disfunzione organica ma si tratti di un problema che aggredisce dall’esterno. possiamo avere sia per via orale che topica delle valide alternative per risolverlo. Per via orale, oltre ai comuni integratori possiamo associare un vegetale che è uno dei più antichi rimedi esistenti utilizzato per scopo terapeutico sin dall’antichità romana e greca: l’equiseto  conosciuto anche come ”argilla vegetale” proprio per la composizione minerale e le sue proprietà. Esso contiene silicio, calcio, magnesio e potassio, fornisce al nostro organismo una rimineralizzazione del sistema osseo-articolare, ma anche dei capelli e delle unghie. Pertanto è consigliata la sua assunzione in caso di perdita dei capelli, osteoporosi, fragilità delle unghie e non solo. Jean Valnet, uno dei pionieri della fitoterapia, nel caso delle unghie fragili consiglia l’assunzione di un cucchiaino di polvere di questa pianta, circa 1 gr, in un po’ di miele due volte al giorno, oppure si può preparare un decotto facendone bollire 50 gr in un litro d’acqua per 15 minuti, spegnere e lasciare in infusione altri 15 minuti, se ne beve una tazza al mattino e una alla sera. Diverso è se siamo ogni giorno esposti ad aggressioni di ogni sorta, ad agenti esterni o sostanze chimiche; in questi casi potrebbe essere utile  massaggiare tutti i giorni  le mani e le unghie con burro di Karitè o creme ammorbidenti ed indossare i guanti quando si fa giardinaggio piuttosto che le pulizie. Bisognerebbe evitare di indossare sempre lo smalto, che soffoca e peggiora la situazione, comunque, qualora se ne faccia, uso è opportuno ricorrere a prodotti oleosi piuttosto che solventi per eliminarlo; a tal proposito in commercio vi sono salviette oleose levasmalto che oltre che rimuovere lo smalto idratano l’unghia. Inoltre possiamo agire sul problema per via esterna, seguendo i consigli di una farmacista francese Danièle Festy, esperta aromaterapeuta; nei suoi testi, fra tutti cito “la mia Bibbia degli oli essenziali“, consiglia di preparare dell’olio di germe di grano ed aggiungerci dell’olio  essenziale di limone, ottenendo un composto rinforzante con cui massaggiare le unghie tutti i giorni. In aggiunta, nei vecchi testi di erboristeria applicata si consiglia l’immersione delle dita in olio d’oliva, oppure un esperimento fai da te molto efficace consiste nell’utilizzare il tuorlo d’uovo con del succo di limone per avere un ottimo impacco rinforzante. Infine, con un vecchio rimedio della nonna, che, come per la precedente ricetta, è tratto da vecchio testo di erboristeria applicata in base al quale l’hennè, polvere ottenuta dalle foglie delle piante di henna, (pianta africana o indiana, usata comunemente per colorare i capelli) contenendo cheratina, può essere usata in impasto denso fatto con questa polvere, spalmato sulle unghie e lasciato asciugare al sole, il risultato sarà un tono ambrato che sostituirà a pieni voti lo smalto.
Inestetismo molto comune, ma facile da debellare, basta correggere la propria alimentazione, se occorre integrare con prodotti in commercio e perché no, usare anche alternative organiche ottenendo così ottimi risultati in breve tempo. Una delle caratteristiche delle cure naturali è la loro incredibile e meravigliosa efficacia a costi contenuti.

lunedì 29 luglio 2013

Nella scelta del vostro profumo abbiate naso!!!

Ognuno di noi ogni giorno acquista un profumo o gli viene regalato. Lo si usa sia per bellezza, sia perchè olfattivamente ci piace tanto, ma anche perchè la pubblicità, talvolta molto ingannevole, ce lo propone come la migliore soluzione per sedurre od apparire.

Ma quali sono le sue origini?

Etimologicamente la parola profumo deriva dal latino ” per fumum “, che significa letteralmente “attraverso il fumo”. L’origine etimologica, quindi, va ricercata nell’utilizzo, alcuni oli e aromi essenziali, come l’incenso,  venivano bruciati in offerta a dei e antenati, cosa che trova applicazione ancora oggi nei riti durante le cerimonie religiose .

Non è dato di sapere con precisione quando è stato introdotto il profumo, ma con certezza sappiamo che dopo i viaggi di Marco Polo, inevitabilmente, il commercio delle spezie s’intensificò, come anche l’introduzione delle materie prime, e quindi anche le prime essenze che , allora, servivano solo a scopo terapeutico. Si narra che i ricchi dell’epoca portavano delle boccette di profumo in tasca piene di muschio, d’ambra o di resine aromatiche per per disinfettare e proteggersi dalle epidemie.

E’ dato sapere che un primo profumo è stato  un profumo indiano negli anni ’70 è stato il “chochoba” che aveva come base l’olio di jojoba.

žNel 1800 un profumiere francese, Presse, inventò la classificazione delle fragranze in base alle note musicali, ogni sua miscela era per lui una melodia olfattiva, pertanto classificò le fragranza in Note di Testa, žNote di Cuore, žNote di Base. Questa classificazione stava ad evidenziare il grado di volatilità delle essenze usate.
Nell’uso dei profumi non molta gente sa però che di naturale spesso c’è ben poco, uno perchè talvolta i costi dell’estrazione delle essenze sono elevati, ad esempio il mughetto, il lilla’, la violetta, il fior di loto,il  fior di melo e la pesca, sono ormai profumazioni solo realizzate con estratti sintetici.

Altra cosa di cui non si tiene conto e la provenienza, quanti di voi sanno da dove proviene il muschio o l’ambra? Bene, queste fragranze sono per lo più di origine animale, estratti dal cervo muschiato e dal capodoglio, questo processo di estrazione ha comportato l’estinzione di alcune specie animali, vale anche per il castoro e lo zibetto, per estrarne la sostanza l’animale viene ucciso o menomato, per cosa poi? Per spruzzarci un profumo … credo che non sia giusto!

La pelle ha un ruolo protettivo per l’organismo, se si pensa che attraverso il sudore ad esempio regola la temperatura del corpo impedendone il surriscaldamento. Pertanto se ci si spruzza una sostanza chimica anche essa viene assorbita e viene attraverso la vascolarizzazione messa in circolo all’interno del nostro organismo.
Per questo credo che è bene sempre leggere l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) cioè l’elenco degli ingredienti cosmetici che dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato abbia sull’etichetta, per evitare di spalmarsi o di spruzzarsi qualcosa di chimico e/o nocivo per la nostra pelle.
Questo veicolo però potremmo usarlo a scopo benefico per il nostro organismo, ad esempio perchè non usare il profumo per rafforzare il proprio carattere aiutandoci in alcuni aspetti e smorzandone degli altri, avremmo così un  effetto psico-aroma-terapeutico.

Gli oli essenziali sono estrazioni di una parte del  fitocomplesso di una pianta, percui ne conserva alcune proprietà terapeutiche, queste possono essere usate per preparare da se un buon profumo.
L’unica cosa che bisogna sapere è le essenze utilizzabili e le loro proprietà per utilizzarli a nostro vantaggio e non incorrere in spiacevoli inconvenienti, alcuni oli sono fotosensibilizzanti come gli agrumi altri possono irritare data l’elevata concentrazione di essenza.

Vi consiglio sempre e comunque di scegliere naturale e di leggere bene le etichette, per rispettare la natura che ci circonda e per il nostro benessere.

lunedì 8 luglio 2013

ARGENTO COLLOIDALE: GERMICIDA DEL FUTURO




L'argento colloidale è conosciuto da molto tempo per le sue meravigliose proprietà, si pensi che i popoli dell'antica Grecia e Roma usavano recipienti d'argento per mantenere freschi i liquidi o per conservare le loro provviste, o addirittura mettevano una moneta d’argento nel latte per ritardarne il deterioramento.


Negli anni settanta il rimedio riappare come alternativa valida per le ustioni gravi, ma venne anche sperimentato alternativa all’antibiotico dato che uccideva ben 650 organismi patogeni  a differenza dei comuni antibiotici che ne uccidono poco più di mezza dozzina.

Molti metodi furono usati per produrre argento colloidale agli inizi del '900: tra i più comuni, la triturazione e il processo elettrocolloidale. I principale inconveniente della triturazione è che le particelle d'argento sono così grandi che si sistemano verso il fondo della soluzione, così che gran parte delle proprietà della soluzione vanno perdute. Per superare questo problema, alcuni produttori aggiungono uno stabilizzatore.


Così facendo, le particelle di argento tendono a cadere sul fondo molto più lentamente. Di solito lo stabilizzatore utilizzato è una proteina. L'utilizzo di uno stabilizzante tende a disturbare la carica sulle particelle di argento, bloccando in questo modo la loro azione e riducendo la loro efficacia. Un 'vero' colloide non richiede uno stabilizzante artificiale o additivi di sorta.
Normalmente, un colloide d'argento prodotto chimicamente è alquanto acido, avendo un pH da 4.5 a 5.5 mentre un colloide d'argento 'vero' ha un pH attorno al 6.5.
Un indicatore della qualità dell'argento colloidale è il colore, quando  le dimensioni di ogni particella d'argento diventa più grande, il colore della soluzione varia dal giallo, al marrone, al rosso, al grigio, al nero.
I colloidi di argento che vengono prodotti utilizzando il corretto metodo elettrocolloidale sono di una colorazione differente da quello triturato o prodotto chimicamente, eccetto nel caso di alcuni prodotti che contengono coloranti artificiali da alimenti e che prendono il colore corretto. Il colore ideale dell'argento colloidale è di un giallo dorato.
L'argento colloidale è senza sapore, odore e non irrita i tessuti sensibili, si può assumere oralmente, come pure esternamente collocandolo su una garza e applicandolo direttamente su tagli, abrasioni, piaghe aperte e verruche.
Può anche venir usato come detergente per acne, eczemi e altre irritazioni della pelle. Può essere usato per gargarismi, applicato ad occhi e orecchie, usato vaginalmente e analmente, così come atomizzato per inalazioni a naso e polmoni.


Nello specifico possiamo usarlo per:

  Acne
  Appendicite
  Artrite
  Piede d'atleta
  Sindrome di Affaticamento Cronico
  Scottature
  Bruciature
  Cancri
  Candida Albicans
  Catarro
  Colite
  Congiuntivite
  infezione Cryptosporidium
  Cistite
  Dermatite
  Diabete
  Diarrea
  Difterite
  Dissenteria
  Eczemi
  Virus Epstein Barr
  Emmoroidi
  Fuoco di San Antonio
  Ferite
  Infezioni all'orecchio
  Infezioni batteriche
  Infezioni alla cistifellea
  Infezioni alle tube di Eustachio
  Infezioni da Stafilococco
  Infezioni da Streptococco
  Fibromi
  Gastriti
  Gonorrea
  Herpes
  Impetigine
  Influenza
  Disordini Intestinali
  Infezioni da lievito
  Keratitis
  Lebbra
  Lesioni
  Lupus
  Malaria
  Malattia di Ménière
  Meningite
  Morbo del Legionario
  Neurastenia
  Oftalmia
  Febbre Paratifoidea
  Pleurite
  Polmonite
  Poliomelite
  Disturbi alla Prostata
  Prurito all'ano
  Psoriasi
  Piorrea
  Sangue avvelenato
  Salmonella
  Scarlattina
  Seborrea
  Setticemia
  Cancro alla Pelle
  Sifilide
  Tetano
  Ulcera
  Verruche
  Tosse convulsa


L'argento è spesso utilizzato al posto del cloro nelle piscine poiché non irrita gli occhi.

L’acqua può essere purificata aggiungendo mezzo cucchiaio da cucina ogni 3,5 litri, agitare bene e attendere 6 minuti prima di bere. 

 Non ci sono registrate incompatibilità dell’uso con altri farmaci.


Il dottor Gary Smith, ricercatore sul cancro, scrive che “quando l'argento è presente, nell’organismo, le cellule cancerose arrestano il loro sviluppo e il fisico viene fondamentalmente ristabilito.
Quando i livelli d'argento sono bassi o inesistenti, il cancro si sviluppa lentamente o continua a crescere perché le cellule non riescono ad invertire il processo".
"Per prima cosa ci si può chiedere come si fa ad immettere l'argento nel nostro organismo? Noi assumiamo l'argento e tutti i minerali nel corpo attraverso il cibo che mangiamo. Ma come fa questo argento a finire negli alimenti? Finisce nel cibo attraverso il terreno... dove gli organismi viventi nell'humus (ce ne sono miliardi in un pugno di terra) spezzettano il terreno così da provvedere i minerali alle piante in una forma che sia da queste assimilabile.
"Assimilando i nutrienti delle piante, i minerali vengono trasferiti nel nostro tratto digestivo dove i nostri corpi utilizzano i minerali organici catturati (chelati) attraverso il flusso sanguigno indirizzato ai vari organi del corpo. Pertanto, noi otteniamo l'argento dalle piante.
"Se per qualche motivo non riusciamo ad assimilare l'argento o quando i tessuti invecchiano, si sviluppa in noi una deficienza d'argento ed un sistema immunitario squilibrato che nella maggioranza dei casi porta al cancro. Io sospetto che la mancanza di argento sia una delle principali ragioni per cui esiste il cancro e stia aumentando ad un tasso così veloce."

L’uso di questa sostanza come cura risale al ventesimo secolo, infatti era visto come rimedio anti-germi, ed era conosciuta in medicina come antibatterico, ma ben presto venne abbandonato perché costoso.


Il suo utilizzo è molto vasto, lo si può usare anche per i bambini e gli anziani, animali e piante, inoltre non ha effetti collaterali allora perché non usarlo?!


Si sostiene addirittura che l'argento possa essere collegato al corretto funzionamento delle difese immunitarie del corpo.

domenica 16 giugno 2013

L'EQUILIBRIO E IL BENESSERE PUNTO DOPO PUNTO


Molto spesso mi chiedono, avendo letto su una rivista se è possibile riequilibrare il nostro corpo con una delicata pressione con le dita di punti sul corpo, la mia risposta è si, molte tecniche e trattamenti si avvalgono della stimolazione di punti precisi vedi l'agopuntura, l'auricoloterapia, il polaris, la riflessologia ma anche la digitopressione.

Quest' ultima tecnica è un auto-trattamento dato che è più alla portata di tutti, e deriva dal massaggio terapeutico cinese. Con la digitopressione possiamo agire attivamente sulla circolazione della nostra energia vitale, regolandone il flusso laddove è alterato, sciogliendo i blocchi energetici. Possiamo facilmente sciogliere i sintomi delle malattie, tenendo conto che la mente, il corpo e il nostro spirito sono interconnessi.

Ippocrate, celebre medico greco nel 460 a.c. circa diceva che un corpo malato è una conseguenza della disarmonia degli "equilibri delle forze vitali".

Secondo la medicina cinese in un organismo l'energia vitale o Qi fluisce in modo bilanciato lungo dei canali energetici, quando le due forze yin e yang sono in equilibrio. Il prevalere di una forza sull'altra crea una disarmonia e la persona avverte i sintomi o il malessere, per evitare che degeneri in malattia bisogna riequilibrare l'organismo.

Le prime testimonianze della digitopressione risalgono a 500 anni fa e sono documentate da reperti archeologici.

Una lieve pressione in corrispondenza dei meridiani e dei punti energetici dato quanto è dimostrato, cioè che e la conducibilità elettrica della cute è più elevata rispetto alle aree circostanti, con la loro pressione si sbloccano queste zone sciogliendo tensioni e producendo un senso di benessere e rilassamento.

Per la pratica esistono numerosi poster e foto che possiamo visualizzare per metterci a lavoro da subito, senza alcun corso e difficoltà alcuna.

Anche in casa di diarrea, ad esempio, è possibile stimolare alcuni punti per far diminuire i crampi e fatto in prevenzione potremmo prevenire le recidive infiammazioni gastrointestinali. Sulla pancia localizziamo l'ombelico e premiamo i punti accanto all'ombelico, esattamente a destra e a sinistra dell'ombelico a tre dita trasversali, premere per alcuni secondi minuti ciascun punto. Poi spostarsi sotto l'ombelico sempre 3 dita trasverse e premere per altri 40 secondi. Spostarsi sul ventre a metà strada fra ombelico e sterno premere, infine al di sopra dell'ombelico, quattro dita trasverse sopra. La pressione deve essere effettuata con i polpastrelli delle dita o meglio, con il polpastrello del dito pollice in modo fermo e graduale, tenendo la posizione per 30-40 minuti.

Se abbiamo mal di testa, possiamo stimolare il punto presente nella cavità tra la radice del naso e l'angolo interno dell'occhio, il secondo è posizionato sulla parte anteriore dell'avambraccio, 5 cm dalla piega del polso in corrispondenza dell'arteria, per individuarlo potete incrociare gli indici e i pollici delle due mani, il punto è nella depressione sotto la punta dell'indice.

Questa tecnica può essere usata da tutti, ma bisogna evitare di farlo dopo i pasti, se andiamo di fretta, e, stimolando un punto per volta.



 


lunedì 27 maggio 2013

LA CRISTALLOTERAPIA


La Cristalloterapia è una branca della medicina alternativa che si prefigge di aiutare il soggetto, su cui vengono utilizzate le pietre e i cristalli, a raggiungere il benessere psico-fisico ed emotivo.

Nello specifico parliamo di una tecnica di riequilibrio energetico, dato che ogni cristallo è dotato di un campo energetico proprio, interagendo con il campo energetico del soggetto trattato riesce a riequilibrare ed armonizzare lo stesso sui piani fisico-emotivo-mentale e spirituale.

Perchè scegliere la cristalloterapia?

Si tratta ancora una volta di scegliere dei trattamenti naturali senza alcun effetto collaterale, nulla vieta di praticarli come supporto ad una terapia medica. La natura ci ha donato rimedi naturali che entrano ogni giorno nelle nostre case, si pensi ai fitopreparati , ai gemmoterapici , perchè non usare anche le pietre e i cristalli presenti in natura!?

La scelta del cristallo da usare ricade sulle "proprietà" delle pietre stesse, ognuna di esse ha degli specifici campi di azione, se abbiamo un terribile mal di testa ad esempio potremmo ricorrere all'uso dell' Ametista, se abbiamo invece problemi di stress lavorativo ed abbiamo bisogno di rasserenarci potremmo indossare una Calcite Verde, ed ancora la Sodalite sotto il cuscino concilia il sonno, oppure potremmo ricorrere ad un massaggio con il Serpentino affinchè ci passi la sinusite.

I cristalli sono numerosi percui non è possibile racchiudere in poche righe, anche per quelli sopra citati, le numerose qualità che racchiudono, nonchè molteplici sono i campi di azione di ogni singola pietra, bisogna conoscerli e poi sapere anche i metodi più idonei per sfruttarne le loro benefiche proprietà.

I metodi più comuni di utilizzo sono:
  • contatto: l'operatore tiene la pietra in mano e la passa sulle parti del corpo da trattare o le usa nel massaggio;
  • amuleto: portare con sé il minerale (in tasca, come ciondolo o braccialetto) nella vita quotidiana;
  • meditazione: in gruppo o da soli, con il cristallo addosso o in mano, ci si concentra sul disturbo, tentando di ristabilire "l'armonia nell'animo";
  • elisir: il minerale viene posto in una caraffa o in un bicchiere pieno d'acqua e in seguito si beve "l'elisir", caricato delle "energie" che vengono associate alla pietra; questa pratica può ovviamente esporre a rischi di intossicazione, a seconda dell'eventuale tossicità del soluto minerale passato nel liquido, per questo è bene che lo faccia chi ha le giuste conoscenze.
Una volta acquistata una pietra la stessa va "purificata", questo perchè il cristallo sicuramente è stato toccato da più persone e  ha conservato le energie con cui è venuta a contatto, e la stessa cosa si fa alla fine di ogni trattamento. Il metodo più facile e comune consiste nel  metterli sotto l'acqua corrente per alcuni minuti, oppure si potrebbero immergere nel sale, o nell'argilla ma anche quì bisogna conoscere bene i minerali con cui si lavora perchè talune pietre ad esempio possono rispondere male ad un trattamento con acqua piuttosto che con il sale.

I cristalli si rigenerano facilmente, ma come tutte le cose non sono eterne, percui quando sono gravemente danneggiate consiglio di restituirle alla natura, mettendole sotto le radici di un albero, oppure, gettandole in un fiume, sarà la natura che la reinserirà in un nuovo processo evolutivo.

Quando ero bambina raccoglievo i sassi che reputavo avessero forme o colori strani, per me erano un prezioso trofeo da custodire gelosamente, quanti di voi lo hanno fatto? Un'istinto primordiale o un gioco, di certo le vibrazioni colte allora ora hanno per me una grande ed utile spiegazione.




Potete leggere l'articolo al seguente link per trovere alcune applicazioni semplici ma efficaci http://laspezieriadell-aromataria.blogspot.it/2013/05/la-cristalloterapia-nella-cura-della.html





martedì 7 agosto 2012

Guarire con I Sali Minerali di Schussler



Nel 1857 Wilhelm Heinrich Schussler, riesce con il sostegno di suo fratello maggiore. a diventare medico generico specializzato in omeopatia. Attento e scrupoloso pubblica il suo sapere e le sue scoperte attraverso molti articoli, sostenendo che con pochi rimedi si arrivasse alla guarigione.
Nel 1873 pubblica un articolo dal titolo “Una teoria Omeopatica semplificata. La biochimica”.  In questo testo teorizza che il primo processo di guarigione umana, non può essere chiamato omeopatico, in quanto si baserebbe sul principio di similitudine, ma si tratterebbe di processi chimico-fisiologici quelli che avvengono in ogni organismo umano. Da quì iniziò a dimostrare la sua teoria che si basava sul presupposto che la funzionalità di una cellula dipende dal corretto contenuto di sali inorganici al suo interno e che una carenza contribuisca all’insorgere della malattia.
Individua poi 12 Sali:
  1. CALCIUM FLUORATUM
  2. CALCIUM PHOSPHORICUM
  3. FERRUM PHOSPHORICUM
  4. KALIUM CHLORATUM
  5. KALIUM PHOSPHORICUM
  6. KALIUM SULFURICUM
  7. MAGNESIUM PHOSPHORICUM
  8. NATRIUM CHLORATUM
  9. NATRIUM PHOSPHORICUM
  10. NATRIUM SULFURICUM
  11. SILICEA
  12. CALCIUM SULFURICUM
Poco tempo dopo elimina il dodicesimo, anche se, i suoi successori lo ripristineranno ben presto, considerandolo un rimedio importante.
Ogni sale è contraddistinto da una “D” con accanto un numero che corrisponde al grado di diluizione effettuato, seguito dal nome del sale contenuto.
Il medico tedesco diluiva seconda la regola omeopatica, solo che come “vettore” non usava nè alcool né granuli, bensì LATTOSIO.
I Sali è possibile trovarli in pastiglia o pomata.
Nel dettaglio possiamo dire che useremo:
No.1 Calcium Fluoratum (fluoruro di calcio)
Contenendo fluorite questo sale conferisce elasticità alle fibre muscolari, gli permette di allungarsi per tornare nuovamente alla forma originaria. Inoltre data la presenza del periostio è importante per la composizione dello smalto dei denti e delle unghie. Aiuta la circolazione e rinforza i piccoli vasi favorendo il riassorbimento di indurimenti vascolari.

No. 2 Calcium Phophforicum (fosfato acido di calcio)

Ottimo in caso di anemia. E’ il sale più abbondante nell’organismo, ed è il costituente primario  delle ossa. Rigenera il sangue formando nuove cellule sanguigne e tessuti. Esso conferisce resistenza e solidità alle ossa e in caso di fratture favorisce la formazione del callo osseo.Ha una azione calmante sull’attività muscolare, per cui è di grande aiuto nei casi di crampi muscolari.

No. 3 Ferrum Fosforicum (fosfato di ferro)

E’ il rimedio di primo soccorso in caso di ferite recenti come bruciature, slogature, contusioni, ma, il suo ruolo è importante anche nella difesa dalle infezioni. E’ un preparato biochimico per tutte le malattie improvvise, per i processi infiammatori e febbrili nella loro fase iniziale. Agisce inoltre come stimolante del sistema immunitario, migliora l’approvigionamento di ossigeno nella muscolatura, prevenendo i dolori muscolari. E’ necessario per rinforzare anche le pareti dell’intestino e il villo intestinale.

No.4 Kalium Chloratum (cloruro di potassio)

E’ il preparato biochimico più importante per eliminare il catarro, viene prescritto nel caso di disturbi alle orecchie, agli occhi ed alla gola. Ha una azione disintossicante. Ha dato buoni risultati nella riduzione di effetti collaterali in casi di vaccinazioni o di sostanze narcotiche o medicinali. E’ il sale che lega le fibre, concorre alla scissione dei carboidrati, stimola il metabolismo.La sua assenza viene confermata dalla presenza di desquamazioni come forfora bianca, eczemi, eruzioni crostose. Ottimo rimedio per le micosi cutanee ed ungueali, mughetto e verruche.

No.5 Kalium Phosphoricum (fosfato di potassio)

E’ il più importante preparato biochimico per gli stati di esaurimento,depressione, sindrome psicosomatiche. E’ indispensabile per la fluidità del sangue e per la formazione di globuli rossi, dei tessuti, delle cellule cerebrali, nervose e muscolari. La carenza porta al sovraffaticamento di tali organi e può essere accompagnato da disturbi psichici quali abbattimento, senso di angoscia, tristezza e debolezza della memoria, desiderio di voler abbandonare tutto e lasciar perdere ciò che comporta fatica.

No.6 Kalium Sulfuricum (solfato di potassio)

Per le infiammazioni croniche di qualsiasi genere (affezioni cutanee con desquamazione, catarro cronico..) in tutti quei casi in cui le secrezioni sono purulente e giallastre.Ottima per i neonati in caso di congiuntiviti purulente e per il catarro all’orecchio, o sinusiti con secrezione giallo-verde.

No.7 Magnesium Phosphoricum (fosfato acido di magnesio)

E’ il principale preparato biochimico per i dolori e gli spasmi violenti, nevralgie in tutte le zone del corpo, che compaiono bruscamente e cambiano spesso zona, tendenza all’emicrania. Efficace per coliche, meteorismo, e tosse soprattutto serale che non permette di addormentarsi (efficace anche per i bambini). Abbassa il metabolismo ed il livello del colesterolo nel sangue. Rinforza il rendimento fisico e mentale, somministrati in acqua calda è un buon ricostituente e bevanda energetica.

No.8 Natrium Chloratum (cloruro di sodio)

Esso è essenziale alla vita, regola la ritenzione idrica e di liquidi nel nostro corpo ed è necessario per la costituzione di nuove cellule. Lega i veleni metallici, l’arsenico e il fumo, come anche i veleni organici che giungono nell’organismo attraverso le punture degli insetti e li espelle

No.9 Natrium Phosphoricum (fosfato di sodio, sale da cucina sotto forma molecolare)

Ottimo regolatore dell’equilibrio  acido base del sangue, è indicato per la neutralizzazione, utile in ogni caso di eccesso di acido. Se per una eccessiva acidità dovuta a carenza di fosfato di sodio il cibo rimane per troppo tempo nel corpo, perchè riesce a malapena ad essere digerito, ciò porta a disturbi secondari quali reumatismi, sudore acido che ha odore forte e irrita la pelle, col tempo conduce a disturbi gastrici, renali e vescicali, anche disturbi alla vistati o una facoltà visiva instabile stanno ad indicare una iper-acidificazione. Rimedio indicato per i bambini con acetone.

No.10 Natrium sulfuricum (solfato di sodio, sale di Glauber)

Ottimo per regolare il contenuto di liquidi nell’organismo. E’ contenuto in piccola quantità nelle cellule, mentre è piuttosto presente nella linfa con il compito di favorire l’eliminazione dei liquidi e delle scorie metaboliche del corpo, disintossicando l’organismo e stimolando la secrezione biliare. Buono  come anticellulite, specie se la ritenzione è localizzata a livello dell’addome e delle cosce. Utile in caso di edemi, oliguria, riniti.

No. 11 Silicea (acido di silicio, sabbia quarzifera)

E’ importante e lo si trova in tutte le cellule specie del tessuto connetivo quindi è utile nella formazione della cute, della mucosa, di unghie, capelli ed ossa. Aumenta la resistenza meccanica dei tessuti, è anche la sostanza del ringiovanimento, regola la sudorazione aiutando ad eliminare le tossine attraverso la pelle, scioglie i depositi di cristalli di acido urico (scricchiolii delle articolazioni delle dita dei piedi e delle mani). Partecipa all’assimilazionen el cibo di calcio .Ottimo rimedio quando c’è da eliminare il pus di diverse malattie infettive a lenta risoluzione attraverso il sistema linfatico come tonsilliti croniche con pus, bronchiti croniche, sinusiti con secrezione chiara.

No.12 Calcium sulfuricum ( solfato di calcio, gesso)

Stimola il metabolismo, favorisce la coagulazione del sangue e svolge una azione di depurazione delle mucose.E’ utile in tutti quei casi in cui sussistono processi purulenti cronici o lenti a guarire, con una via di deflusso aperta. Viene impiegato soprattutto nei casi di infiammazione degli occhi che presentano fenomeni purulenti e in tutte le infiammazioni delle mucose con formazione di pus.
I sali non diluiti e preparati secondo il metodo di Schussler possiamo trovarli anche in natura in alcuni alimenti, nel dettaglio
  1. CALCIUM FLUORATUM: è presente in aglio, cavolo, cipolla, limoni, prugne,riso integrale e spinaci;
  2. CALCIUM PHOSPHORICUM: è presente in arance, limoni, crusca, frumento, lenticchie, noci, lattuga, sesamo;
  3. FERRUM PHOSPHORICUM: è presente in asparagi, datteri , fagioli, fichi, fragole, grano saraceno, lattuga, more, noci, orzo, piselli,prugne.
  4. KALIUM CHLORATUM:è presente in barbabietole rosse, crescione, pomodori, pompelmi, sedano, spinaci,fichi.
  5. KALIUM PHOSPHORICUM: è presente in noce di cocco, mele, pomodori,pompelmi, sedano. spinaci, noci, olive,orzo.
  6. KALIUM SULFURICUM: è presente in asparagi, cipolle, datteri, fragole, lattuga, patate con buccia, prezzemolo, ravanelli.
  7. MAGNESIUM PHOSPHORICUM: è presente in agrumi, castagne, cavolo, datteri, fagioli,uva passa, in cioccolato e caffè se ne trova grosse quantità.
  8. NATRIUM CHLORATUM: è presente in avena, carote, cavolo, fichi, fragole, lattuga cappuccio, noci di cocco, spinaci.
  9. NATRIUM PHOSPHORICUM: è presente in fragole, cavolo, carote, lenticchie, piselli, orzo, sedano, segale, spinaci, dente di leone.
  10. NATRIUM SULFURICUM: è presente in arance, avena, carote, fichi, fragole, cavolfiore, cavolo, fichi, rafano, patate,sedano.
  11. SILICEA: è presente in dente di leone, miglio, orzo, pastinaca, spinaci, fragole, cavolo, cetriolo, avena, asparagi.
  12. CALCIUM SULFURICUM: è presente in arance, limoni,frumento, rabarbaro, segale, spinaci, lattuga cappuccia.
Assumere i Sali di Schussler è importante, e con una somministrazione frequente gli effetti sono immediati. I sali sono innocui, anche se potrebbe esserci un peggioramento iniziale dei sintomi che è indice che il trattamento sta funzionando. E’ importante che si faccia attenzione però se si è intolleranti al lattosio e se si è glicemici.
Scoprite quale sale vi manca e aggiungete un pò di sale alla vostra vita!!!

mio articolo pubblicato sul sito: http://www.farmacistionline.net

Bagni derivativi


Un metodo antico, semplice, efficace e privo di pericoli: il Bagno Derivativo.
Non si tratta nè di una medicina, nè di un trattamento medico, ma di un metodo in grado di ristabilire un buon funzionamento generale che costa poco ed è naturale.
Il Bagno Derivativo consiste nel tenere fresca una zona del corpo dove si concentrano molte terminazioni nervose al fine di favorire la circolazione ed espellere le tossine, semplicemente abbassandone la temperatura interna.
I nostri avi utilizzavano questo metodo per fare abbassare la febbre alta specie ai neonati, e, questa tecnica ancora oggi trova applicazione per grandi e piccini senza alcuna controindicazione.
Questo trattamento si basa sui principi dell‘idroterapia, dove si utilizza l’acqua per alleviare il dolore, aumentare la mobilità, e migliorare il funzionamento dell’organismo.
Louis Kuhne nel XIX secolo teorizzò che il nostro corpo ha la tendenza ad immagazzinare tossine, questi “sovraccarichi” si spostano liberamente nel nostro corpo depositandosi nelle zone periferiche del nostro corpo, dove è più difficile eliminarli. Con semicupi e frizioni al basso ventre si favorisce la diminuzione della temperatura di qualche decimo di grado favorendone il ritorno di questi “sovraccarichi” verso l’intestino che questa volta li eliminerà.
Un uso continuo e costante produrrà benefici immediati e visibili come la riduzione di deformazioni o cuscinetti di grasso presenti sul nostro corpo, il doppio mento si attenua, la circolazione migliora.
Un semplice gesto può dare grandi benefici, specie in una società molto sedentaria e che indossa vestiti attillati.
Da un punto di vista pratico il trattamento consta nel rinfrescare con acqua la parte piu’ bassa delle due pieghe dell’inguine su ciascun lato, tanto nell’uomo quanto nella donna, con delle frizioni dal basso sino all’altezza dell’osso pubico, per circa 40 minuti.
Un altro metodo consiste nell’indossare una “poche” fredda creata proprio per questo scopo per due –  tre ore al giorno, ma in entrambi i metodi di applicazione questo processo crea una vibrazione nella fascia (il tessuto connettivo che copre tutti gli organi interni), che accelera l’eliminazione delle tossine e dei grassi.
Un trattamento economico, privo di effetti collaterali, l’unico accorgimento è di usare acqua fresca, ma non ghiacciata, la sensazione deve essere piacevole, inoltre è bene non usarlo se si sono subiti interventi di ogni genere almeno sino a quando non si ricomincia a camminare assiduamente, non è consigliato se si è portatori di pacemaker o in caso di malattie terminali, dove il corpo già subisce molti  trattamenti e non è il caso stressarlo in aggiunta.
Riassumendo per ottenere un corpo proporzionato, tonico e sano, per conciliare il sonno, il buon umore, avere una digestione efficiente, la pelle liscia e favorire un ciclo mestruale regolare, è necessario dedicare un minimo di 20 minuti al giorno per raffreddare l’area inguinale con i Bagni Derivativi.

mio articolo pubblicato su www.farmacistionline.net

Floriterapia e Fiori Di Bach



La floriterapia è un metodo di cura alternativo, naturale e senza effetti collaterali, che, si avvale dell’uso di rimedi a base di fiori al fine di attivare il processo di autoguarigione dell’organismo. Il corpo è uno specchio che riflette i nostri stati d’animo più profondi e talvolta le malattie sono il segno di un conflitto interno, per questo, è bene correggere gli stati emotivi che sviluppano qualità negative, al fine di ristabilire il benessere psico-fisico dell’individuo.

E’ la persona che va curata e non la malattia!
I rimedi floreali suddetti sono preparati attraverso la solarizzazione ( cioè esponendo il liquido contenente i fiori al sole il cui calore ne fissa le proprietà nella memoria dell’acqua) o la bollitura, quest’ ultimo metodo è impiegato quando il sole è debole o se le piante usate sono arbusti.
Le proprietà terapeutiche dei fiori ci vengono tramandate dal padre di questa terapia alternativa: Edward Bach. Lui medico vissuto in Birmingham aveva lavorato prima come responsabile del pronto soccorso e poi come libero professionista. Si era sempre distinto sul lavoro, fino a quando ebbe un grave tumore alla milza, lo affrontò con forza e sopravvissuto, sebbene non ci fossero speranze, si convinse che se ciò gli era accaduto era perché aveva una missione da compiere.
Ritornò così a studiare al fine di trovare una cura che potesse migliorare l’individuo nella sua globalità. Prima si accostò all’omeopatia, si sentiva in sintonia con le teorie di Samuel Hahnemann, padre delle cure omeopatiche, ed iniziò egli stesso a studiare e creare dei vaccini omeopatici, conosciuti con il nome di Nosodi di Bach. Questi vaccini diedero subito ottimi risultati ed il suo usò si diffuse rapidamente, ma mentre sperimentava i Nosodi ebbe un’illuminazione, comprese che fra le persone che curava ad accumunarli non erano le patologie, ma la loro reazione alla malattia. Iniziò così a prescrivere rimedi in base alle loro abitudini e alle loro caratteristiche comportamentali, individuò così una serie di stati d’animo.
Per ampliare i suoi studi e cercare dei fiori al fine di creare nuovi rimedi si trasferì in Galles, e nel 1931 individuò la prima serie dei 38 rimedi ossia i DODICI GUARITORI (Mimulus, Cerato, Centaury, Scleranthus, Inpatiens, Agrimony, Chicory, Vervain, Clemantis, Gentian, Rock Rose e Vater Violet). Dopo qualche mese introdusse una seconda serie di rimedi i SETTE AIUTANTI (Gorse, Heather, Oak, Olive, Rock water, Vine e Wild Oat) e il RIMEDIO DI EMERGENZA conosciuto con il nome di RESCUE REMEDY. Nel 1934 introdusse l’ultima serie i DICIANNOVE ASSISTENTI (Aspen, Beech, Cherry Plum, Chestnut Bud, Crab Apple, Elm, Holly, Honeysuckle, Hornbean, Larch, Mustard, Pine, Red Cestnut, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Walnut, White Chestnut, Wild Rose e Willow), i quali furono estratti con il metodo della bollitura dato che 11 di loro sono arbusti.
La sua ricerca terminò nel 1936, quando morì nel letto di Olmo (ELM) da lui stesso costruito, lasciando a tutti noi un’eredità veramente importante.
I Fiori di Bach ci permettono di superare il difetto con la virtù opposta, in questo modo riusciamo a riequilibrare il nostro sistema psico-emotivo prima e fisico poi. E’ importante però, affinché la cura sia efficace, individuare correttamente lo stato emotivo della persona, altrimenti rischiamo che il rimedio non funzioni.
I Fiori di Bach sono 38 ed in base alla stato emotivo del soggetto nello specifico abbiamo:
Agrimony: il soggetto Agrimony tende a nascondere il suo stato d’animo sotto una maschera apparentemente felice;
Aspen: il soggetto Aspen soffre di paure infondate, immotivate ed inspiegabili, crede che qualcosa di terribile stia per accadergli; Beech: il soggetto Beech è poco tollerante, ipercritico, arrogante e crede di avere sempre ragione;
Centaury: il soggetto Centaury non sa dire di no, è sottomesso e si fa in “quattro” pur di accontentare gli altri;
Cerato: il soggetto Cerato non è in grado di prendere da solo delle decisioni, per cui si affida sempre agli altri accettando il loro suggerimento anche se inadeguato;
Cherry Plum: il soggetto Cherry Plum ha paura di perdere il controllo, di impazzire e così sovraffaticato che rischia l’esaurimento nervoso;
Chestnut Bud: il soggetto Chestnut Bud commette sempre gli stessi errori ed inizia mille cose senza terminarne una;
 Chicory: il soggetto Chicory è molto possessivo ed iperprotettivo;
Clematis: il soggetto Clematis è molto fantasioso e con la testa fra le nuvole;
Crab Apple: il soggetto Crab Apple è molto fissato con la pulizia e lo disturbano le imperfezioni;
Elm: il soggetto Elm non si sente all’altezza delle sue responsabilità;
Gentian: il soggetto Gentian si scoraggia e si abbatte facilmente;
Gorse: il soggetto Gorse è pessimista e rassegnato, in uno stato di disperazione totale;
 Heather: il soggetto Heather vuole stare al centro dell’attenzione e non ama stare solo;
Holly: il soggetto Holly è geloso, invidioso ed aggressivo;
 Honeysuckle: il soggetto Honeysuckle vive nel passato, ha molti rimpianti;
Hornbeam: il soggetto Hornbeam è stanco al pensiero di svolger i suoi compiti quotidiani, li trova monotoni, ed è già stanco quando si alza al mattino;
 Impatiens: il soggetto Impatiens è impaziente ed irritabile, ma anche se si arrabbia presto altrettanto presto gli passa;
Larch: il soggetto Larch ha troppa poca stima di sè stesso e si sente inferiore;
Mimulus: il soggetto Mimulus ha paure ben definite come di morire, di una visita, del buio, ecc.;
Mustard: il soggetto Mustard è depresso e triste per cause sconosciute, è come schiacciato da un macigno;
Oak: il soggetto Oak avverte un eccessivo senso del dovere che lo porta allo sfinimento, crede di essere forte come una quercia;
Olive: il soggetto Olive si sente distrutto e allo stremo delle forze, è apatico e dorme molto;
Pine: il soggetto Pine prova senso di colpa ed è incapace di perdonarsi, questa è forse una conseguenza di un’infanzia troppo rude e severa;
Red Chestnut: il soggetto Red Chestnut si preoccupa eccessivamente per i suoi cari, ed è esagerato nel valutare qualsiasi problema, addirittura arriva a credere che un semplice raffreddore possa essere l’inizio di una grave malattia;
Rock Rose: il soggetto Rock Rose cade in preda al panico e al terrore difronte a situazioni concrete come un’incidente ad esempio; Rock Water: il soggetto Rock water è troppo severo e poco flessibile, rinuncia a tutto pur di raggiungere il suo obbiettivo;
Scleranthus: il soggetto Sclerantus non riesce a scegliere fra 2 possibilità, passa facilmente dal riso al pianto;
Star of Bethlehem: il soggetto Star of Bethlehem è infelice, inconsolabile, malinconico e le sue emozioni sono bloccate a causa dello shock;
Sweet Chestnut: il soggetto Sweet Chestnut a causa del suo stress mentale commette gesti estremi;
Vervain: il soggetto Vervain è eccessivamente entusiasta, iperattivo e fanatico;
Vine: il soggetto Vine vuole a tutti i costi imporre la sua volontà sottomettendo gli altri ed è molto egoista;
Walnut: il soggetto Walnut si fa influenzare dagli altri nonostante abbia delle idee ben precise;
Water Violet: il soggetto Water Violet si rinchiude in se stesso, ed è apprezzato solo per la sua capacità di aiutare gli altri;
White Chestnut: il soggetto White Chestnut ha molti pensieri che lo assillano a cui non sa dare una risoluzione, non si rilassa mai ed ha il sonno molto leggero;
Wild Oat: il soggetto Wild Oat è indeciso e insoddisfatto e non sa cosa vuole veramente;
Wild Rose: il soggetto Wild Rose è apatico ed indifferente alla vita;
Willow: il soggetto Willow si sente impotente, amareggiato e vittima.
Esiste una miscela di cinque fiori (Clematis,Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of Bethelhem) usata per tutte le situazioni di panico, shock, per traumi fisici e mentali, isteria ed agitazione. Va assunto sia prima, che durante e dopo tali situazioni. E’ possibile trovare lo stesso rimedio sotto forma di crema, questa viene utilizzata in tutti quei casi in cui si necessita di un intervento immediato come le punture d’insetti, contusioni, ferite lievi, scottature, eritemi e cicatrici, applicandone un piccolo strato sulla parte interessata.
Riassumendo, da un punto di vista pratico, i dodici guaritori corrispondono alla personalità congenita dell’individuo, per cui possono definirsi di base, e, trovano corrispondenza anche con le tappe psico-evolutive del bambino.
I sette aiutanti corrispondono invece alla cronicizzazione o enfatizzazione di alcune caratteristiche dell’individuo, per cui diremo che sono il risultato dell’interazione dei dodici fiori di base con l’ambiente che lo circonda.
I diciannove assistenti, invece, sono fiori di derivazione, derivano dal modo in cui l’individuo reagisce difronte agli eventi.
 Come vengono preparati i Fiori di Bach per la somministrazione?
Si acquistano già pronti in una boccetta dose da 30 ml (stock bottle), essa contiene acqua oligominerale, cognac e tintura madre del pianta interessata; si possono assumere anche dei cocktail, questi sono personalizzati dal floriterapeuta e può contenere fino a sette fiori. Si consiglia l’assunzione di 4 gocce 3-4 volte al giorno direttamente in bocca o meglio sulla lingua, facendo attenzione che non si venga a contatto con la lingua o con la saliva per evitare di contaminare il prodotto.
I Fiori di Bach non hanno alcuna controindicazione pertanto possono essere utilizzati da bambini, animali, anziani e donne in gravidanza, in questi casi però è bene avvertire il floriterapeuta o il farmacista i quali vi consiglieranno o vi prepareranno loro stessi dei rimedi che non contengano cognac bensì aceto di mele.
Negli ultimi anni c’è stata una rivisitazione dei Fiori di Bach, un medico argentino R. Orozco ha introdotto il metodo di prescrizione dei fiori in base al principio Transpersonale, cioè l’uso di applicazioni floreali prescindendo dalla personalità o dal perché succede una determinata cosa, ma valutandone la forma in cui si manifesta, questa nuova chiave di lettura dei Fiori di Bach non sono un’alternativa a quanto detto sino ad ora, ma completa il tutto. Usando il Principio Transpersonale è possibile applicare localmente i rimedi, ottenendo ottimi risultati in caso di infiammazioni, dolori acuti, e per un’infinità di altre applicazioni in cui è stata provata l’efficacia usando il rimedio sotto forma di colliri, gel, creme, impacchi e soluzioni da vaporizzare, il tutto personalizzato e preparato dal floriterapeuta.
Infiniti sono i campi di applicazione dei Fiori di Bach, pertanto concludo dicendo che sono un validissimo aiuto, privo di effetti collaterali che se correttamente impiegati danno risultati magnifici.